Come funziona la dipendenza da nicotina?

La nicotina è la sostanza contenuta nel tabacco che ne causa la dipendenza, che poi, fra tutte le dipendenze chimiche, è la più comune fra la popolazione mondiale. Nonostante la formulazione chimica della nicotina sia unica, è stato scoperto che ogni fumatore è dipendente in modo personale, da un mix di stimolanti combinati nelle sigarette: non a caso, se ne preferiscono alcune invece di altre e ciascuno è “appassionato” del suo modo specifico di fumare e delle sensazioni che soggettivamente prova.

Ma perché si diventa dipendenti dal tabacco e dalla nicotina? E come mai, quando non si fuma per un po’ di tempo, si manifestano gli effetti della dipendenza e si desidera solo accendersi una sigaretta nuova?


La nicotina nel corpo umano: come nasce una dipendenza

Quando si inizia a fumare per la prima volta, si provano nausea, vertigini, mal di testa o di stomaco e tosse. Nel tempo, però, continuando a fumare, il corpo sviluppa una tolleranza a questi effetti, fino a quando non diventano impercettibili. È proprio in questo momento che il fumo come strumento per integrare nicotina nell'organismo può diventare un’abitudine, con il nostro corpo che si abitua ad averne una certa quantità assunta (che corrisponde al numero medio di sigarette fumate in un arco di tempo).

Il corpo che tollera è, quindi, un corpo che non è distratto da nessun sintomo spiacevole e che riesce a percepire gli effetti positivi della nicotina. Ciò a cui non si pensa, però, è che quegli effetti piacevoli sono gli stessi che si provavano prima di iniziare a fumare: il fumo ce ne ha privati ma, attraverso il fumo, cerchiamo di ri-ottenerli. Il circolo vizioso che struttura il vizio del fumo si è appena instaurato.


Fisiologia della dipendenza dalla nicotina

La nicotina assunta attraverso il fumo entra nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello più velocemente dei farmaci che entrano nel corpo attraverso stomaco e sistema circolatorio, in un tempo che è stato stimato di soli 10 secondi. In questo modo, l’effetto sull’organismo è immediato: cambia il modo in cui il corpo usa il cibo (ossia il metabolismo e la digestione), fa battere più velocemente il cuore e il polso accelera, aumentando la pressione sanguigna. A livello cerebrale, la nicotina stimola il sistema nervoso a rilasciare specifici ormoni e neurotrasmettitori, come l'adrenalina (che, appunto, fa aumentare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca). Viene anche stimolato il rilascio di dopamina, il famoso “ormone della felicità” e questo spiega perché ci si sente bene quando si fuma, più rilassati e meno tesi.

Con la stessa velocità con cui si provano le sensazioni benefiche dell’assunzione di nicotina, altrettanto velocemente queste svaniscono: la nicotina indebolisce la capacità di provare piacere per queste sensazioni, facendo avere bisogno di più nicotina per riprovarle. In pratica, per continuare a provare piacere nel fumare, bisogna fumare più sigarette e più frequentemente. È per questo che spesso si sente dire che basta una sola sigaretta per instaurare il vizio.


Effetti psicologici della dipendenza da nicotina

Una volta stabilita l'abitudine al fumo, ci si sente come se si avesse bisogno di fumare per sentirsi "normali", come se le attività quotidiane non possano essere completate finché non si ha fumato. Si comincia a collegare la routine del fumo con molte delle attività quotidiane e sociali, come alzarsi, bere il caffè, fare una pausa da lavoro, creando fattori scatenanti e rendendo difficile svolgere quelle attività senza fumare.

La maggior parte delle persone non ha consapevolezza degli effetti psicologici del fumo e anzi, li nega, non accettando d’essere dipendenti in ogni azione fino a quel punto. Ma la mente ragiona in modo diverso, soprattutto se è un cervello dipendente da sostanze chimiche: i fattori scatenanti, le sensazioni di rilassamento, riduzione dello stress, concentrazione sono ricercati di continuo e si sa che li si ha solo fumando, finché diventano automatici. È così che funziona la dipendenza psicologica.

Eppure, dopo che si smettere davvero di fumare, il corpo si riprende con una velocità e in modi concreti davvero sorprendenti: un ex-fumatore che aveva problemi respiratori, dopo aver smesso di fumare per qualche anno, ri-guadagna la stessa funzionalità respiratoria di chi non ha mai iniziato a fumare.


Cosa accade quando ci si priva della nicotina?

Quando non si fuma per un periodo di tempo e la nicotina non viene più assunta dal corpo, si possono sperimentare spiacevoli effetti collaterali sia fisici che psicologici: la più ovvia è una voglia intensa di nicotina, perché il cervello è capace di percepire che è quella la sostanza che gli manca. Ma si sperimentano anche ansia e tensione, depressione e irrequietezza, mal di testa e problemi di concentrazione, sonnolenza o disturbi del sonno e del peso. Tutti questi sono noti come sintomi da astinenza, tali e quali a quelli di astinenza da altre sostanze come alcol e droga.

La forza e la durata di questi sintomi dipende da quanto tempo si fuma e quanto spesso e quindi variano da persona a persona: possono iniziare appena 2 ore dopo aver fumato l’ultima sigaretta o possono manifestarsi dopo 2-3 giorni. Sebbene la società abbia normalizzato la dipendenza da nicotina, per la scienza e la medicina si tratta di una vera e propria tossicodipendenza come quelle meno accettate culturalmente: eppure, non si continua a fumare per scelta, ma proprio perché se ne è dipendenti, motivo per cui smettere è sempre così difficile.

Il modo per diminuire e smettere del tutto la dipendenza da nicotina è quello che si utilizza per qualsiasi altra dipendenza, ossia la diminuzione graduale dell’assunzione fino alla sua completa interruzione. Solo in questo modo gli effetti collaterali possono essere gestiti in modo accettabile. Esistono sia farmaci da banco da poter assumere (cerotti e pillole che integrano a poco a poco la dose di nicotina, andando a diminuirla nel tempo) che dispositivi che permettono di fumarne sempre meno, come le sigarette elettroniche: queste hanno un’efficacia molto alta nella lotta alla dipendenza da nicotina perché, grazie ai liquidi con meno e senza nicotina, se ne può ridurre l’assunzione in modo misurato e semplice, fino ad arrivare a svapare a zero nicotina. Di certo, però, è la forza di volontà il migliore strumento per smettere di fumare, perché ogni dispositivo può essere utile, ma mai efficace se non si è motivati e costanti nell’uso.