In America una nuova malattia sta colpendo in questi ultimi mesi i polmoni degli svapatori e l’allarme è ormai alto fra consumatori, commercianti, medici e organi di controllo. Le informazioni sono state così contraddittorie, all’inizio, che si è persino diffusa la voce che il problema fosse stato studiato a tavolino dalle lobby del tabacco mondiale che con le e-cigarettes stanno perdendo terreno commerciale.

Fortunatamente, nelle ultimissime settimane, il quadro si è fatto più chiaro e l’allarme è rientrato, sebbene i numeri ufficiali parlino, negli USA, di 26 morti per EVALI a fronte di quasi 1300 diagnosi di questa nuova malattia.

Un nuovo nome per la malattia

Un’intera squadra di epidemiologi del Centers for disease control and prevention (CdC) con a capo la dott.ssa Dana Meany-Delman, ha lavorato in questi mesi di emergenza (ad aprile il primo caso di infezione e sospetta morte per sigaretta elettronica) alla definizione del problema. Con la pubblicazione del più recente rapporto, è stata comunicata la presenza sul territorio USA di una nuova malattia denominata EVALI, acronimo in inglese di e-cigarette, or Vaping, product use Associated Lung Injury” che si traduce bene con “danno polmonare associato all’uso di sigarette elettroniche o vaping”.

Ma va fatta un’importante precisazione: a creare il danno polmonare non è il semplice atto dello svapo o il semplice utilizzo di sigaretta elettronica, ma un utilizzo scorretto e con sostante illegali a base di THC, come emerso dalle indagini preliminari eseguite dall’agenzia americana FDA (
Food and Drug Administration) sui primi casi. Infatti, se la causa delle crisi respiratorie fosse il solo uso di sigarette elettroniche, i casi sarebbero sparsi in tutto il mondo, e non solo in USA dove è più semplice trovare sostanze al mercato nero.

Sigarette elettroniche, Thc e EVALI

Già dalle prime indagini eseguite sui primi ricoverati da intossicazione polmonare, era emerso che, nei giorni precedenti alle prime crisi respiratorie, gli svapatori avessero usato prodotti reperiti su canali secondari e contenenti THC (per un totale del 92% dei casi). Il THC è il principio attivo della cannabis che è alla base degli effetti euforizzanti per cui la sostanza viene consumata, ma, essendo considerato alla stregua di una droga in molti stati del mondo, la vendita è illegale.

Sebbene sia doveroso specificare che “le cause delle lesioni polmonari sono ancora ignote”, la FDA e il CdC hanno sconsigliato ai fumatori di e-cigarettes l’utilizzo di dispositivi che contengano THC (anche noto come delta-9-tetraidrocannabinolo) assieme a, ovviamente, ogni liquido per sigaretta elettronico venduto al di fuori dei siti e dei negozi di fiducia.

Cause e Sintomi della malattia EVALI

Le cause dei casi di EVALI non sono ancora state determinate e la comunicazione in merito data dal Ministero della Salute inglese è stata: “l’uso predominante fra i pazienti di sigarette elettroniche o prodotti per la vaporizzazione con cartucce precaricate con Thc suggerisce che le sostanze in questi prodotti, o il modo in cui vengono riscaldati e vaporizzati, giochino un ruolo importante nello scoppio della malattia”.

Noti sono, invece, i sintomi di EVALI accusati dai primi ammalati:
- dolori al petto
- respiro affannoso
- tosse sia secca che grassa
- nausea
- difficoltà respiratorie.

Nei casi noti, si è arrivati al ricovero quando la febbre tipica delle infezioni polmonari ha fatto pensare a lesioni ai polmoni stessi. In ospedale, infine, è stato necessario ricorrere alla respirazione assistita, ma i casi di morte sono dipesi da infezioni polmonari da sostanza non definita.

Finché le cause specifiche dell’EVALI non verranno definite, al primo avviso di difficoltà respiratorie dopo aver svapato THC, il consiglio delle autorità sanitarie sia americane che inglesi è quello di recarsi subito al pronto soccorso e di comunicare senza paura quale sostanza e prodotto si è svapato.

Non va nemmeno sottovalutato il momento in cui si manifestano i primi sintomi: la EVALI, infatti, potrebbe essere confusa facilmente con una normale influenza (soprattutto nei mesi dell’anno in cui questa è tipica), poiché i sintomi sono molto simili. Per questo si consiglia di comunicare al medico che si è utilizzatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica, per permettergli di eseguire le giuste analisi.

Casi di EVALI in Italia


Sebbene in Inghilterra sia partito l’allarme EVALI e malattie da svapo, non sono stati registrati né in Europa né in Italia casi simili: la nostra “fortuna” dipende dal fatto che la regolamentazione UE per la produzione e la commercializzazione di prodotti per e-cig è molto più rigida che in USA - e l’approdo sui nostri mercati di prodotti non legali è molto più difficile.

Tuttavia, anche il Ministero della Salute italiano ha voluto recepire l’allarme internazionale e, assieme al Sistema Nazionale di Allerta Precoce dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), sta vigilando su casi di malattie polmonari gravi avvenute in fumatori abituali di sigaretta elettronica. Giorno 10 ottobre è stata lanciata un’allerta di secondo grado dal Ministero circa le lesioni polmonari che possono essere causate da sigarette elettroniche, allerta che si riferisce al rischio di lievi danni per la salute e al rischio di diffusione sul mercato illecito di alcuni liquidi per e-cigarettes che potrebbero risultare dannosi.

L’unico modo ad oggi noto per fare prevenzione da EVALI è quello di non acquistare prodotti a base di THC da siti non sicuri, spacciatori anche online, dal mercato nero o venduti sottobanco nei negozi fisici. Non vanno nemmeno fatti tentativi casalinghi di mix di liquidi sicuri con sostanze non sicure e ignote, di cui non si conoscono le proprietà e il giusto dosaggio.