Tecniche di svapo: il dripping
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Tecniche di svapo: il dripping
Svapare: tanti dispositivi diversi, tantissimi liquidi diversi, decine di possibilità di personalizzazione degli strumenti e degli effetti, il tutto per raggiungere la svapata perfetta che fa per i propri gusti. Non mancano nemmeno le diverse tecniche di svapo. In altri articoli abbiamo parlato del cloud chasing e dello squonking; adesso è il turno del dripping, una tecnica rivolta soprattutto a chi è uno svapatore esperto e sempre alla ricerca di nuove sensazioni.
La tecnica di svapo nota come dripping (letteralmente “gocciolamento”) consiste proprio nel lasciar gocciolare alcune gocce del liquido preferito direttamente sulle bobine dell’atomizzatore, restando subito pronti a inalare il vapore prodotto. Viene così anche abbattuto l’utilizzo di cartomizzatori e cartucce.
Richiede, generalmente, quote di attenzione e di manualità più alte, infatti non è consigliato agli svapatori che hanno fretta, che non amano concentrarsi troppo sull’azione dello svapo e che preferiscono strumenti più automatici (i cosiddetti “casual vapers”), ma per chi, invece, si abitua e diventa esperto nella pratica in fretta, una pratica che richiede il mantenimento dello stoppino sempre umido e mai bruciato. In cambio, si assicurano esperienze davvero interessanti.
Come drippare con la sigaretta elettronica
Per il dripping, innanzitutto, è necessario possedere un drip tip riutilizzabile, ossia un bocchino adatto e ben collegabile all’atomizzatore che si possiede. Per evitare che scotti troppo al momento di poggiarci sopra le labbra, si consiglia di scegliere drip tip mediamente più lunghi, soprattutto durante i primi esperimenti con questa tecnica. Esistono drip tip di diverse forme, dimensioni e soprattutto materiali: acciaio inossidabile, alluminio, plastica e ceramica. La scelta del materiale e la lunghezza del drip tip influenzano notevolmente la temperatura del vapore prodotto: per esempio, quelli in acciaio raffreddano molto bene il vapore mentre ne sono attraversati, ma lo stesso risultato può anche essere ottenuto con quelli in plastica e più lunghi.
Vediamo quindi come versare i liquidi per drippare. La tecnica è molto semplice, ma richiede attenzione le prime volte: tre o quattro gocce di liquido vanno fatte cadere direttamente sulla bobina della sigaretta elettronica ancora spenta. Si tratta di un piccolo mesh a forma di V che si vede aprendo l’atomizzatore. Una volta richiuso, quindi, si inserisce anche il drip tip, si accende la sigaretta e si attende il vapore, che va subito inalato.
Una volta che si avrà preso manualità con la tecnica, la si può perfezionare apportando alcune piccole modifiche alla concentrazione dei liquidi o alla temperatura dell’apparecchio (se se ne possiede uno regolabile), alla ricerca del migliore effetto possibile.
Perché drippare i liquidi?
Il primo motivo per cui si arriva a provare il dripping è l’aroma intenso che viene sprigionato dai liquidi, per nulla alterato dal vapore. Il colpo in gola che viene generato è definito come molto più puro rispetto alle classiche svapate, grazie all’azione diretta delle bobine. Vengono anche prodotte nuvole di vapore più grandi e dense, dovute al riscaldamento immediato del liquido, motivo per cui il dripping è il metodo più amato da chi ama giocare con il vapore delle sigarette elettroniche, i cosiddetti cloud chaser.
Ma in più, il dripping è visto fra gli svapatori esperti come una vera e propria tecnica avanzata da testare proprio per mettersi alla prova e per esser certi di riuscirci: occorrono, infatti, abilità e osservazione per far gocciolare la giusta quantità di liquido e ripetere l’operazione con perfezione una volta che si è trovata la giusta opzione. La disponibilità sul mercato, poi, di diverse concentrazioni e aromi di liquido , di sigarette e drip tip di varie dimensioni e potenze, aumenta la sfida, alla ricerca della combinazione perfetta.
Tuttavia, va anche segnalato che il dripping può causare dei piccoli problemi alla sigaretta elettronica: poiché il liquido viene versato direttamente nelle bobine e non trattenuto nel suo contenitore adatto, può accadere che fuoriesca, andando, alla lunga, a sporcare e danneggiare il dispositivo, senza contare l’ovvio spreco di liquido. Nel tempo però, e lo conferma chi ormai padroneggia questa tecnica, si capisce ad occhio dove fermarsi nel gocciolamento e si diventa del tutto esperti e automatici nell’azione.
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